Ercolano, la Casa del Mobilio Carbonizzato riapre dopo tre decenni

La riapertura è frutto di un lungo lavoro di conservazione, reso possibile dalla collaborazione tra il Parco Archeologico e il Packard Humanities Institute.

Ercolano, la Casa del Mobilio Carbonizzato riapre dopo tre decenni

Un altro pezzo del patrimonio archeologico di Ercolano è nuovamente accessibile al pubblico. Dopo quasi trent'anni di chiusura, la Casa del Mobilio Carbonizzato, una delle dimore più importanti della città romana sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., riapre ai visitatori.

Il ritorno alla fruizione pubblica è stato reso possibile grazie a un complesso progetto di restauro, realizzato attraverso una collaborazione tra enti pubblici e il Packard Humanities Institute (PHI), che da venticinque anni si dedica alla protezione e valorizzazione del sito tramite l'Istituto Packard per i Beni Culturali.

La casa, costruita in epoca repubblicana, deve il suo nome a una scoperta straordinaria avvenuta durante gli scavi del 1932-1933 diretti da Amedeo Maiuri. All'interno furono trovati un tavolino e un letto con alta spalliera, entrambi carbonizzati dal calore dell'eruzione ma conservati in modo eccezionale, con tracce ancora visibili di tessuti e corde.

La dimora si sviluppa attorno a un atrio e un giardino interno, seguendo la tipica struttura delle abitazioni romane di lusso. Tra gli elementi architettonici e decorativi più significativi si trovano un larario a forma di tempio, un loggiato al piano superiore e stanze decorate con affreschi del IV Stile pompeiano.

Di particolare rilievo sono il triclinio, con un mosaico e un elegante emblema marmoreo, e l'oecus Cyzicenus, la grande sala dove furono rinvenuti i mobili lignei che hanno dato il nome alla casa.

«Restituire alla città la Casa del Mobilio Carbonizzato dopo quasi trent'anni è un traguardo di grande importanza», ha affermato Federica Colaiacomo, direttrice del Parco archeologico di Ercolano, sottolineando come la domus permetta di riscoprire un aspetto della vita quotidiana romana rimasto intatto grazie all'eruzione.

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Gli interventi hanno riguardato sia le strutture architettoniche che gli elementi decorativi e i reperti più fragili. L'architetto Rossella Di Lauro ha spiegato che i lavori recenti hanno incluso il recupero di alcuni solai in legno, la sostituzione di architravi danneggiati e il restauro delle colonne dell'atrio tramite rilievi tridimensionali di precisione.

Un aspetto particolarmente innovativo è stato la sostituzione degli architravi-teche in ferro con nuove strutture in legno, progettate per garantire una migliore conservazione dei reperti lignei e facilitare le future attività di controllo e manutenzione.

Il progetto fa parte del programma dedicato al “Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano”, che prevede il recupero e la riapertura progressiva di sei dimore storiche del sito.

La Casa del Mobilio Carbonizzato si aggiunge così agli altri ambienti già restituiti al pubblico, come la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di Legno, riaperte nel marzo 2025. Altre aperture sono previste nei prossimi mesi, con l'obiettivo di ampliare gradualmente il percorso di visita e valorizzazione dell'antica città romana.

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